E se non riesco a concentrarmi? ADHD a scuola.

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Il ritorno a scuola può essere più difficile per i bambini con la testa fra le nuvole. Due libri da leggere insieme per capire come funzionano i “bambini capovolti”, per parlare, anche di ADHD con l’aiuto di uno psicologo.

C’è qualcuno per cui mettersi sui banchi può essere un po’ più difficile che per gli altri. Stai attento, siedi composto, sbrigati, ascolta, concentrati. Nella vita di tutti i giorni non è facile barcamenarsi con i piedi saldamente piantati tra le nuvole e le immaginazioni fervide possono faticare a trovare il loro ritmo tra orari, impegni, compiti.

Il compito della scuola e degli insegnanti è quello di lavorare con la famiglia per trovare il giusto equilibrio, ma cosa fare per non mortificare la fantasia dei nostri piccoli sognatori?

Possiamo raccontar loro storie che li facciano sentire meno soli. Storie che aiutino noi a entrare nella mente dei bambini “distratti”, “iperattivi”, “difficili”: che sia solo una fantasia molto attiva, o che ci siano degli ostacoli più concreti, come ad esempio una diagnosi di AHDH, cioè il disturbo da deficit di attenzione/iperattività, di cui parla più diffusamente nella postfazione di uno dei titoli che vi proponiamo (Roby che sa volare) lo psicoterapeuta dell’età evolutiva Filippo Mittino.

Gabriele Clima

Roby che sa volare

Gabriele Clima

È impossibile non farsi conquistare da Roby, che sa volare. È un libro per i bambini perennemente distratti (dal vento, dagli uccelli, dalle foglie, dai ciuffi dei pioppi). È un libro per i genitori e gli insegnati di questi bambini, per tutte quelle volte che alziamo un po’ la voce, diciamo sbrigati, concentrati, non guardare per aria, diciamo frasi come “I bambini non volano, e noi adulti insegniamo loro a stare con i piedi per terra” oppure “E’ così che funziona nel mondo reale”. Già, ma qual è la realtà? Quella della mamma, quella della maestra, quella del campo estivo, dove gli si chiede solo di essere come gli altri o quella del vento che gli sussurra di partire insieme? Roby impara a rispondere a tutti “scusa, mi sono distratto”, e prova (stringendo fortissimo i pugni) a rimanere a terra. Roby però con il vento che gli gira in testa combina anche parecchi guai. Tipo correre troppo forte al supermercato con il carrello. Tipo vagare per strada e perdersi. Poi un giorno arriva un alieno (o è un dottore?) Che insegna a Roby come volare senza farsi sopraffare, e arrivano una mamma e una maestra che capiscono come incanalare quel vento in storie bellissime: trovando a Roby lo spazio per volare.

Un altro che ha trovato il proprio spazio per volare è Leo del Bambino capovolto. Una lettura in stampatello maiuscolo adatta ai bambini di prima e seconda elementare che si approcciano ai primi libri in autonomia. Una lettura facile ma non semplice, che racconta la storia di Leo, che ama gli ingranaggi e capire come funzionano le cose, che si perde nei campi, che passa ore a guardare il volo degli uccelli e quando impara a scrivere lo fa al contrario. Anche qui c’è un adulto che, dopo che gli altri hanno provato a “raddrizzare” il bambino capovolto, lo accoglie e gli spiega: non sei diverso, fai solo le cose in modo diverso.

Giuseppe Bordi

Bambino capovolto

Giuseppe Bordi

Un modo leggero e intenso insieme di avvicinarsi a quei problemi più o meno grandi che rendono la scuola una corsa a ostacoli per alcuni giovani studenti, per aiutare noi adulti a capirli e sostenerli (da genitori o da insegnanti), per farli sentire accolti e anche per i compagni di classe.