Primo giorno di scuola, ecco alcuni consigli per un buon rientro.

Primo giorno di scuola, ecco alcuni consigli per un buon rientro.

Si ritorna a scuola,

e come ogni anno i bambini si preparano al rientro sui banchi. Chi con emozione e aspettativa, chi sbuffando (ma mammaaaa si stava così bene in vacanza!), chi – la maggior parte – con un misto di sentimenti a volte contrastanti.

Sì, perché la scuola è il loro lavoro, il loro mondo, dove passano durante l’anno scolastico spesso più ore che in famiglia

La scuola primaria – le elementari, per dirla alla vecchia maniera – è il primo salto nel mondo dei grandi. Gli orari, i compiti, le materie. E una classe fatta di compagni e maestre che fa loro da seconda casa per ben cinque anni, gli anni che li trasformeranno da bambini in ragazzi.

Vi proponiamo oggi quattro libri per rendere il rientro a scuola più leggero e divertente
Sebastiano Luiz Mignone

La mia classe mostruosa

Sebastiano Luiz Mignone

La mia classe mostruosa è una deliziosa e surreale raccolta di mini-ritratti da leggere uno ad uno, oppure tutti in fila, oppure in ordine sparso. Un libro senza regole, fantasioso e divertente, dove personaggi dai nomi buffi si presentano uno dopo l’altro con le loro incredibili caratteristiche. Raccontati in quel modo scanzonato che piace ai bambini, sono (anche, ma non riduciamolo a questo) un modo di parlare di diversità senza pesantezza. Che dire infatti del compagno di colore, ma non del colore che potete pensare voi, perché, in effetti, è di colore blu? E poi c’è l’attaccabrighe con i pugni di piuma da cui tutti vogliono farsi picchiare, il bambino locomotiva, i gemelli ruota di bicicletta, e quello che è molto diverso dagli altri, qualcuno dice che è straniero ma in realtà è semplicemente…un cane. Vi proponiamo un gioco: perché, dopo averlo letto  insieme, non aprite il libro a caso e provate a indovinare: come si chiama la bambina che piange caramelle? E quello che riordina sempre tutto in un attimo? Quale meravigliosa caratteristica ha Pina Stump?

Giorgio Scaramuzzino

Abbasso i lavoretti

Giorgio Scaramuzzino

Per chi ha poca voglia di ricominciare vi proponiamo invece “Abbasso i lavoretti!”. Scritto in stampatello in modo da facilitare la lettura autonoma anche per i più piccoli, è la lettera che Francesca, 7 anni, manda alla sua maestra. Francesca è timida, fatica a farsi sentire, e c’è una cosa della scuola che proprio non le va giù: la sfilza continua di lavoretti, recite e poesie a memoria. E così si sfoga con la maestra, dicendole tutto. Ma proprio tutto, compreso il deodorante troppo forte che le fa venire la nausea e la mania di rifare da capo i lavoretti dei bambini meno portati per le attività manuali. Eppure alla fine la maestra risponde, apprezzando la sincerità un po’ brutale di Francesca, in un modo che legittimerà anche i nostri bambini a tirare fuori tutto quello che non gli sta bene. E, alla fine, a trovare un compromesso.

Guido Quarzo

Tutti amici

Guido Quarzo

Compagni di classe molto reali, così reali che anche noi ne abbiamo avuti così sono invece quelli raccontati da Guido Quarzo nel suo “Tutti amici”. Tutti amici perché in classe bisogna essere amici di tutti, così dicono le maestre e i genitori, anche se all’inizio sembra impossibile. C’è quello con il mocciolo al naso che sputacchia quando parla, c’è quella chiacchierona, quello dispettoso…Tutto inizia dall’incidente di una carta geografica che cade dal muro. Una carta geografica di quelle vecchio stile, tenute ben tese da un’asticella di legno che cade in testa a un compagno e gli fa un bel bernoccolo. Alla fine si scopre che la colpa è stata dell’Imperatore Claudio, ma si scopre anche che in classe, davvero, alla fine si diventa tutti amici, perché il legame che nasce sui banchi è un fluido che unisce anche i caratteri più diversi.

Backing Vocals

Michelle Leah

Backing Vocals

Per i più grandi un piccolo cambio di prospettiva: mettiamoci nei panni di un’infaticabile maestra di quinta elementare con l’agrodolce “La maestra è un capitano” di Antonio Ferrara. Il diario di una maestra come tante, e quindi un’eroina moderna che si destreggia tra alunni pestiferi che a volte le fanno perdere la pazienza ma poi le fanno venire le lacrime agli occhi con le loro meravigliose domande, gli abbracci e i regali spontanei. Una maestra che è mamma di sua figlia e anche mamma di tutti questi non-più-bambini che si preparano a iniziare la prima media. Un racconto tenero e spiritoso da far leggere ai bambini, da regalare alle super maestre che li accompagnano, ma anche un validissimo