Libri senza parole. Come si legge un silent book?

Come si legge un libro senza parole?

È la domanda che tantissimi genitori ed educatori si fanno di fronte a un silent book.
La prima cosa da sapere è che per i bambini non fa nessuna differenza: loro guardano le illustrazioni e ascoltano il racconto, esattamente come per un libro con una storia scritta.
È per noi adulti che diventa difficile il salto logico necessario per “leggere” un libro dove…non c’è niente da leggere.

Ma siamo sicuri che sia così?

Nei silent book c’è moltissimo da leggere, ogni immagine racchiude un mondo. Ed è per questo che li amiamo.
Perché sono libri che abbattono le barriere linguistiche e culturali. Perché sono libri che stimolano la fantasia e l’empatia, che portano a leggere le immagini invece che le parole, trovare un senso che può essere diverso per ciascuno di noi.

Ma torniamo alla domanda: come si legge un silent book?

Non c’è un modo giusto e un modo sbagliato.

Possiamo raccontare noi ai bambini quello che vediamo nelle figure.
Oppure possiamo costruire il racconto con i bimbi, chiedendo loro cosa vedono, e come lo interpretano. Possiamo aiutarli ad analizzare le immagini nel dettaglio, guidandoli con domande mirate. O lasciare che siano loro a raccontarci la storia, seguendo l’evoluzione delle figure.

I modi variano in base all’età, al tipo di libro, a quanti bambini stiano assistendo alla lettura. Ma l’obiettivo resta sempre uno: superare i limiti della lingua scritta per tuffarsi in un mondo di immagini, in un esercizio di fantasia e osservazione.

François Soutif

Buh!

François Soutif

Volete mettervi alla prova con un silent book divertente, avvincente e che ribalta le favole che conosciamo?

Tra le nuove uscite trovate in libreria il nostro “Buh!”, dove i tre porcellini avranno il loro bel da fare con il lupo cattivo. Ma siamo sicuri che il cattivo sia proprio il lupo?